domenica 19 ottobre 2014

Indiscrete domande letterarie

Buona domenica, caro V, oggi torno a farti visita a sorpresa e porto con me un tag che mi ha rubato il cuore qualche giorno fa e che non ho potuto fare a meno di riproporre :)
"le indiscrete domande letterarie" consiste, come avrai capito, in alcune domande riguardanti i libri, o comunque al loro mondo.



Come scegli i libri da comprare? 

Solitamente la prima cosa che mi fa avvicinare ad un libro è la copertina; se questa mi incuriosisce, infatti, vado a cercare la trama e se penso che il romanzo possa piacermi vado alla ricerca delle recensioni ideate dalle mie colleghe bookbloggers.

Ti fai influenzare dalle recensioni?

Quasi sempre. Quando sono davvero interessata ad un libro passo molto tempo girovagando sui vari blog letterari, per scovare delle recensioni. Prima di decidere se comprare o meno il romanzo, di solito, metto a confronto i vari pareri e scelgo di fidarmi di quello che dice la maggioranza.
Se i pareri sono molto discordanti, tuttavia, è facile che io decida di leggere il libro.

Dove compri i libri: in libreria oppure online?

Per la maggior parte delle volte compro i libri online ( su ibs oppure su libraccio ) anche se, c'è da dirlo, quando passo vicino ad una libreria mi è impossibile trattenermi e non entrare a dare una sbirciatina; e si sa che quando un lettore accanito ( come sono io ) ha vicino tutti quei romanzi non può fare a meno di acquistare.

Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro? Oppure hai la scorta?

Puah...che domande. Ho la scorta, ovvio. Ormai ho talmente tanti libri ancora da leggere che a volte mi chiedo se, data la mia compralibrimania, riuscirò mai a finire tutti quelli che sono nella mia libreria prima di morire.

Di solito quando leggi?

Durante l'anno scolastico: la mattina sul pullman e poi al ritorno da scuola, la sera prima di andare a                                              letto e, se ho tempo, un po' anche durante il pomeriggio.
Durante le vacanze: tutte le volte che posso

Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro? 

No, perché più sono le pagine più è possibile perdersi in un altro mondo.

Genere preferito?

Fantasy e tutti i sottogeneri, anche se, da ragazza affidabile quale sono, mi basta che nel libro sia presente una storia d'amore fatta bene.

Hai un'autore preferito?

Non ne ho uno in particolare ma quelli che ho amato di più sono sicuramente: Tolkien, Philip Pullman, George R. R. Martin e per finire Jhon Green.

Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Io ho sempre letto, seguendo l'esempio dei miei genitori, ma la lettura è diventata una vera e propria passione ( per non dire ossessione ) da circa quattro anni.

Presti libri?

Solamente se conosco bene la persona a cui sto per affidarli e se so che 1) me li restituirà 2) li tratterà bene.

Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

Se il libro che sto leggendo mi sta piacendo molto è difficile che io ne inizi anche un altro, preferisco concentrarmi solo su una storia alla volta, in effetti; ma è già successo in passato che, non soddisfatta dalla lettura in corso, ho ripiegato su un altro romanzo.

I tuoi amici/ famigliari leggono?

Come ho accennato prima i miei genitori hanno sempre letto molto ( sopratutto mia madre ) ed è grazie a loro se ho scoperto questa bellissima passione. Ho anche un paio di amiche a cui piace leggere e, nonostante non sono mai arrivate al mio livello ossessivo, posso confrontarmi con loro su qualche libro, il che è un sollievo perché sono l'unico membro della famiglia che legge fantasy!

Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Uh...domanda difficile.
Dipende dal tipo di libro, dalla dimensione del font, dalla semplicità narrativa dello scrittore e da tantissimi altri elementi ma, se proprio devo buttar lì un numero di giorni direi...tre.

Vedi una persona che legge ( ad esempio sui mezzi pubblici ), ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Ehm...momento imbarazzante...
Si, quasi sempre. So che la gente poi tende a prendermi per una psicopatica o qualcosa del genere, ma è più forte di me, non riesco mai a resistere alla tentazione.

Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne solo uno, quale sarebbe?

Oddio, un mondo con un solo libro? Penso che impazzirei.
Direi...queste oscure materie di Philip Pullman. So che è una trilogia ma se mi tengo la versione integrale vale lo stesso, no?

Perché ti piace leggere?

Ok, sto per dare una risposta scontatissima ma è veritiera, te lo assicuro.
Leggo principalmente per evadere dalla realtà e per vivere una serie di avventure, situazioni, emozioni che altrimenti non potrei mai conoscere.

Leggi libri in prestito ( dagli amici o dalla biblioteca ) o solo i libri che possiedi?

Mi è capitato di leggere libri prestatami da amici, ma preferisco comunque possedere i romanzi che leggo. Non so perché, è così e basta.

Qual'è il libro che non sei mai riuscita a finire?

"L'uomo che non voleva amare" di Moccia e "Insurgent".
So che per il secondo libro che ho nominato adesso vorrai uccidermi, ma non riesco a sopportare la scrittura della Roth, così come non riesco a sopportare la scrittura di Federico Moccia.
Spero che tu possa perdonarmi per questa mia stranezza ;)

Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina?

Sono stata tentata tante volte, ma no, di solito mi leggo almeno la trama prima di comprare un libro.

C'è una casa editrice che ami particolarmente, e se si, perché?

No, non ho una casa editrice preferita in realtà.

Porti i libri dappertutto oppure li tieni al sicuro in casa?

Li porto in giro e gli faccio vedere tante cose: il tragitto che devo fare per andare a scuola, la mia classe, l'interno delle mie borse, quando esco, e d'estate anche la spiaggia e la piscina.

Qual'è il libro che ti hanno regalato che hai apprezzato maggiormente?

"La memoria del topo" di Connelly Micheal, un giallo che ha cominciato a farmi amare questo genere letterario.

Come scegli un libro da regalare?

Di solito regalo libri solo ai miei genitori perché conosco a menadito i loro autori preferiti e i loro generi preferiti e so quali sono i romanzi che non hanno ancora letto. Con loro è più semplice. Con i miei amici, invece, preferisco andare sul sicuro e regalare gioielli, vestiti ecc...

La tua libreria è ordinata con un ordine preciso oppure tieni i libri in ordine sparso?

Teoricamente i miei scaffali sono organizzati in base al genere, ma ci sono sempre un paio di libri che non riesco a collocare e che quindi sistemo a caso in base all'altezza dell'edizione.

Quando leggi un libri che ha delle note le salti o le leggi?

Di solito tendo a saltarle.

Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o li salti?

Se il libro mi è piaciuto molto a fine lettura vado a leggere quelli, ma in realtà li ho trovati solo in un paio di libri.


giovedì 16 ottobre 2014

Shadowhunters - città delle anime perdute

Buongiorno, carissimo V, come stai? Tutto bene? Spero di si.
Io mi sono appena ripresa dal trauma in cui ho vissuto negli ultimi due giorni; dopo quello che mi è parso come il diluvio universale, infatti, ci sono stati dei problemi con la ricezione dei telefoni cellulari e anche con internet. Come potrai capire vivere senza cellulare e senza internet per tutte quelle ore è stato molto difficile ma, in compenso, ho imparato a fare tante cose: guardarmi intorno, per esempio ( ho notato tantissimi particolari degli ambienti in cui vivo tutti i giorni, di cui non sapevo nulla ), ho addirittura passato una serata con i miei amici senza controllare whatsapp o instangram. Insomma, mi sono sentita un po' come un bambino che guarda il mondo con due occhi sgranati, sempre sorpreso di quello che vede. Quindi, dopo tutto, non è stata un'esperienza così brutta dai.

p.s= Caro V, ti chiedo scusa per non essermi fatta viva la scorsa settimana e per il ritardo di questo post, spero che potrai perdonarmi. In fondo, potrei essere considerata una specie di sopravvissuta ;)

Shadowhunters - città delle anime perdute

Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 549
Prezzo: 10,50 €


Trama:

Lilith, madre di tutti i demoni, è stata distrutta. Ma quando gli Shadowhunters arrivano a liberare Jace, che lei teneva prigioniero, trovano soltanto sangue e vetri fracassati. E non è scomparso solo il ragazzo che Clary ama, ma anche quello che odia, suo fratello Sebastian, il figlio di Valentine. Un figlio determinato a riuscire dove il padre ha fallito e pronto a tutto per annientare gli Shadowhunters. La potente magia del Conclave non riesce a localizzare né l'uno né l'altro, ma Jace non può stare lontano da Clary. Quando si ritrovano, però, Clary scopre che il ragazzo non è più la persona di cui si era innamorata: in punto di morte Lilith lo ha legato per sempre a Sebastian, rendendolo un fedele servitore del male. Purtroppo non è possibile uccidere uno senza distruggere anche l'altro. A chi spetterà il compito di preservare il futuro degli Shadowhunters, mentre Clary sprofonda in un'oscura furia che mira a scongiurare a ogni costo la morte di Jace? Amore. Peccato. Salvezza. Morte. Quale prezzo è troppo alto per l'amore? Di chi ci si può fidare, quando peccato e salvezza coincidono? Ma soprattutto: si possono reclamare le anime perdute?

Autore:
Cassandra Clare (Teheran, 31 luglio 1973) è una scrittrice statunitense. Il suo in realtà è uno pseudonimo. La scrittrice è famosa per via della trilogia Shadowhunters (titolo originale in inglese The mortal instruments). Nata a Teheran da genitori statunitensi trascorse la sua infanzia in giro per il mondo visitando Francia, Inghilterra e Svizzera. Stabilitasi negli USA completò qui gli studi e lavorò come giornalista (prima a Los Angeles e poi a New York) dove iniziò anche i suoi primi lavori. Nel 2004 inizia a scrivere la sua trilogia nei cafè e nei ristoranti per non farsi distrarre dai suoi gatti.


Recensione:
La storia riparte esattamente da dove l'avevamo lasciata.
Jace è scomparso, rapito dal suo malvagio fratellastro, Sebastian, che ha compiuto uno strano rito di sangue con il nostro shadowhunter preferito.

Inutile dire che, quando Clary scopre della sua scomparsa, la disperazione raggiunge livelli stellari. Vedremo la protagonista alle prese con la ricerca del suo amato sin dall'inizio del libro, senza una pausa o un minimo segno di arresa da parte sua. Infatti, quando dopo settimane di ricerche da parte del conclave, le viene comunicato che Jace non è più la priorità e che è necessario concentrarsi anche su altri compiti, lei non si da per vinta e tenta il tutto e per tutto con i soliti compagni di avventura: Alec, Simon, Magnus ed Isabel.

E quando il dolore è al limite e anche la speranza comincia a vacillare, accade qualcosa che Clary non aveva nemmeno osato sognare: Jace va da lei; mai si sarebbe aspettata qualcosa di simile, ma sopratutto, non si sarebbe mai aspettata di ritrovarlo in quelle condizioni: in forma, pimpante, sorridente, ironico, insomma, il ragazzo di cui lei si era innamorata...o quasi.
Si, perché com'è possibile che proprio lui, che un tempo disprezzava Sebastian più di qualsiasi altra cosa al mondo, ora sia suo alleato e, anzi, suo amico?
Com'è possibile che non si faccia scrupoli ad attaccare quelli che, fino a qualche settimana prima, erano i suoi amici?
E come può Clary lasciarlo andare un'altra volta, nonostante tutto? Non può.

Dopo un momento di smarrimento la ragazza deciderà di andarsene con lui, proprio come Jace le aveva chiesto di fare, e si ritroverà a dover sopportare e anzi, a convivere con il suo peggior nemico.
Ma che cosa succede quando quella persona che hai odiato, che ha ucciso persone a te care, che è stato capace di prender parte ad un piano terribile, comincia a comportarsi come tuo fratello? Come un tuo amico? Cosa succede quando anche tu capisci che lui è...si, una persona in carne ed ossa? E non solo l'oggetto di tutta la tua rabbia?

Domande che perseguitano il lettore dall'inizio alla fine del volume. La Clare, come sappiamo, è una scrittrice abbastanza sadica, che non si fa scrupoli a spezzare il cuore del lettore per poi rimetterlo inaspettatamente insieme; e anche in “Shadowhunters – città delle anime perdute” non si smentisce e, anzi dimostra di essere in forma smagliante, tanto che arrivi a chiederti se stia davvero per distruggere tutte le tue speranze con l'intenzione di abbandonarti con il cuore in frantumi.
Per la maggior parte della lettura mi sono immaginata Cassandra Clare in un angolino buio, con la sola luce di un fuoco acceso ad illuminarle il volto, le mani che si sfregano davanti al viso e con una risata malefica che, partendo silenziosa per poi arrivare al livello di un soprano, la scuote dalla testa ai piedi. Dici che non sono normale V? Io, al contrario, sono certa che questa sia più o meno l'immagine che tutti i lettori di questa saga hanno della scrittrice. Ma torniamo a noi.

In questo libro assisteremo, oltre che alla delicata situazione che la nostra coppia preferita sarà tenuta ad affrontare, anche allo sviluppo delle relazioni che i coprotagonisti avevano già iniziato nei volumi seguenti. Vedremo una Isabel sempre più aperta e sensibile, ciclicamente in guerra e in amicizia con i suoi sentimenti per il Diurno, Simon. Guarderemo l'evolversi della complicata situazione tra Maya e Jordan, che piano piano, forse arriveranno a fare la pace...e magari anche qualcos'altro.
E poi, è da considerare, anche una storia d'amore che non pensavo potesse prendermi così tanto; quella tra Magnus, il potente e temuto stregone, e Alec, il giovane e inesperto shadowhunter, alle prime armi con le faccende di cuore, che per paura, si sorprenderà a compiere azioni un po' – ma solo un po' – losche.

Che altro posso dire? - mano sul mento in una posizione di intensa riflessione – è una saga che rende dipendenti, spero di poter leggere presto l'ultimissimo volume.

voto: 4

E tu, caro Visitatore? Hai già finito la saga? Oppure, come me, stai ancora aspettando di sapere come finisce tutto?


martedì 30 settembre 2014

La fata delle tenebre - Holly Black

Ti saluto, mio caro Visitatore, e ti accolgo con affetto sia che tu sia un elfo, uno gnomo, un gufo, un chiuaua, una fata, una strega, un mago oppure una creatura ancora più strana di tutte quelle che ho appena elencato: un essere umano O.0
Oggi, su NeverLand, parleremo di un libro che mi è piaciuto parecchio: “La fata delle tenebre” di Holly Black.

La fata di tenebra


Titolo: "Fata di tenebra" ( primo libro della trilogia )
Autore: Holly Black
Editore: Mondadori
Pagine: 232 ( il primo libro della trilogia )

Recensione:

Ho cominciato questo libro perché tra tutti quelli che avevo comprato ultimamente era quello che mi ispirava di più, e direi che il mio intuito, per questa volta, non ha fatto cilecca. Non posso dire che questo libro è diventato uno dei miei preferiti in assoluto ma c'era qualcosa, nella scrittura, o forse nella storia, che mi spingeva a leggerlo con molto piacere; come se per me, sfogliare le pagine de “La fata delle tenebre” fosse diventato naturale come respirare.

È uno urban fantasy un po' diverso da quelli che leggo di solito; non per la storia, che ha una trama molto semplice e nemmeno troppo originale, ma piuttosto per la..crudezza? Si, per la crudezza con cui l'autrice descrive le vicende dall'inizio alla fine. Non ci sono finti buonismi o abbellimenti, ciò che noi vediamo attraverso gli occhi della protagonista è estremamente reale e vivido, proprio grazie al fatto che il tutto viene raccontato in modo diretto, con chiarezza, senza peli sulla lingua.

Forse, è un libro più adatto ad un pubblico adulto, per alcune situazioni poco fini e anche per il carattere della protagonista, Kaye, una ribelle, forte, indipendente che ha le sue idee e che non si fa condizionare eccessivamente da quello che pensa chi le sta intorno.

La sua è una vita piuttosto sregolata: non frequenta la scuola da quando aveva circa quattordici anni, fuma regolarmente e ha una madre musicista più immatura di quanto lei non sia mai stata. Le persone la giudicano strana, fuori dal mondo...e forse hanno ragione, perché la ragazza riesce a vedere le fate! Si, hai capito bene, proprio le fate; ma, ovviamente, quando, da bambina, lo raccontava ai suoi amichetti oppure a sua madre, nessuno le credeva e, anzi, veniva derisa;
così, con il passare degli anni ha imparato a tacere e a tenere per se tutte quelle stranezze che caratterizzano la sua vita.

Kaye, però, non ha mai dubitato del fatto che le tre creature fatate, con cui era solita giocare da piccola, fossero vere; infatti, quando torna a vivere dalla nonna materna dopo tanti anni, le chiama, le cerca e tenta di attirarle con del latte e del pane fuori dalla porta. Nessuno le risponde, tuttavia, e la sue sicurezze cominciano a vacillare, finché, una notte non incontra un uomo bellissimo, affascinante e...gravemente ferito. Ma aspetta un attimo! Che sto dicendo? Quello non era un uomo, era una fata! E in cambio del suo aiuto inaspettato regala alla nostra protagonista tre domande a sua scelta.

Roiben, la fata in questione, è un personaggio che mi è piaciuto molto. Il classico bello e dannato, che ha un'anima buona ma è costretto a compiere atti crudeli ( a volte anche contro la sua volontà ), perché servo della regina del regno delle fate delle tenebre, creature malvagie, che si divertono a causare dolore e sofferenza al prossimo.

Insomma, che cosa posso dire se non che questo libro mi è piaciuto molto? Che leggerò i seguiti, ecco cosa! Eh si, caro V, perchè il romanzo che ti  ho appena recensito fa parte di una trilogia, che, francamente, non vedo l'ora di continuare!

Dal libro: - Sei stata tu ragazza? - chiese l'uomo, respirando affannosamente.
Kaye non era sicura di aver capito bene, ma scosse la testa.Non semprava molto più vecchio di lei.
Di sicuro, non abbastanza vecchio da chiamarla "ragazza".
- Quindi non sei venuta a finirmi? -
Scosse di nuovo il capo. L'uomo aveva gambe molto lunghe, in piedi sarebbe stato altissimo,
molto più alto della norma, più alto di qualsiasi altra creatura del Paese delle Fate,
eppure Kaye non aveva dubbi sulla sua natura,
per via delle orecchie appuntite che facevano capolino dai capelli bagnati,
e per la bellezza incredibile della figura, una bellezza che la lasciava senza fiato.
L'uomo si lecco le labbra. Erano sporche di sangue.
- Peccato - disse piano

Voto: 




martedì 23 settembre 2014

Shadowhunters, città degli angeli caduti - Cassandra Clare

  Shadowhunters - Città degli angeli caduti


Titolo: Shadowhunters - Città degli angeli caduti
Autore: Cassandra Clare
Editore: Mondadori
Pagine: 477 p.
Prezzo: 7, 88 euro

Trama: La guerra è conclusa e Clary è tornata a New York, intenzionata a diventare una Cacciatrice di demoni a tutti gli effetti. E finalmente può dire al mondo che Jace è il suo ragazzo. Ma ogni cosa ha un prezzo. C'è qualcuno che si diverte a uccidere gli Shadowhunters, e ciò causa fra Nascosti e Cacciatori tensioni che potrebbero portare a una seconda, sanguinosa guerra. Simon, il migliore amico di Clary, non può aiutarla. Sua madre ha scoperto che è un vampiro e lui non ha più una casa. E come se non bastasse, esce con due ragazze bellissime e pericolose, nessuna delle quali sa dell'altra. Quando anche Jace si allontana senza darle spiegazioni, Clary si trova costretta a penetrare nel cuore di un mistero che teme di svelare fino in fondo: forse è stata lei a mettere in moto la terribile catena di eventi che potrebbe farle perdere tutto ciò che ama. Jace compreso. Amore. Sangue. Tradimento. Vendetta. La posta in gioco non è mai stata così alta per gli Shadowhunters...




Biografia Autrice: Cassandra Clare (Teheran, 31 luglio 1973) è una scrittrice statunitense. Il suo in realtà è uno pseudonimo. La scrittrice è famosa per via della trilogia Shadowhunters (titolo originale in inglese The mortal instruments). Nata a Teheran da genitori statunitensi trascorse la sua infanzia in giro per il mondo visitando Francia, Inghilterra e Svizzera. Stabilitasi negli USA completò qui gli studi e lavorò come giornalista (prima a Los Angeles e poi a New York) dove iniziò anche i suoi primi lavori. Nel 2004 inizia a scrivere la sua trilogia nei cafè e nei ristoranti per non farsi distrarre dai suoi gatti.


Recensione:

La saga di “Shasowhunters” di cassandra Clare è stata una delle prime che io abbia mai letto, una delle prime che mi ha introdotto al mondo dello urban fantasy, che da allora considero quasi come se fosse una persona in carne ed ossa, un amico.
Questo genere letterario a volte mi ha deluso, a volte mi ha stupita, a volte mi ha fatta innamorare ma nonostante gli alti e bassi non sono mai riuscita a staccarmene; forse è stato anche merito dei libri che, proprio come la saga dei cacciatori di demoni, mi hanno fatto sognare.
E allora perché non ho mai provato il desiderio di riprendere questa serie?

La risposta è molto semplice: quando ho saputo che la Clare si era messa a scrivere dei seguiti sono rimasta un po'...delusa. Si, delusa! Mi era parsa come una mossa commerciale fin troppo evidente e non vedevo perché, dopo aver riscosso tanto successo, la scrittrice avesse fatto questo azzardo; si sa, in fondo, che le saghe che vengono allungate per motivi economici, alla fine perdono di qualità, e non volevo che la memoria abbastanza positiva dei suoi libri venisse rovinata. Così, senza alcuna esitazione, ho deciso che non avrei letto quei romanzi, e non ho cambiato mai idea, anzi, con il passare del tempo mi sono accorta di qualcosa che durante la lettura avevo colto soltanto in parte: al contrario di molti, la scrittura dell'autrice non mi aveva entusiasmata; Il suo vero talento, infatti, non è quello di scrivere, a mio parere, ma di scrivere i finali delle storie.

Tutte le volte che leggevo i suoi romanzi finivo per provare una punta di delusione, non so nemmeno io il perché; insomma, le sue storie mi piacciono, sono fantasiose e la storia d'amore che ha creato tra Clary, la protagonista, e Jace è sempre stata una delle mie preferite; tuttavia, c'erano dei momenti in cui non riuscivo a trovare la voglia di leggere i suoi libri.
Quando, però, giungevo agli ultimi capitoli, la situazione si capovolgeva: non riuscivo più a staccarmi dalle pagine, era come se fossi sotto incantesimo. Cassandra Clare è sempre riuscita a lasciarmi stupita, ammutolita, incuriosita, intrigata, stregata al termine del libro. Non potevo far altro che continuare a leggere le avventure di Clary e i suoi amici e così, sono arrivata alla fine della prima trilogia.

Qualche giorno fa, però, il destino sembra aver bussato alla mia porta.
Una mia cara amica, come me lettrice appassionata, ha insistito perché leggessi “Città degli angeli caduti”, il quarto libro, ed io, un po' per curiosità e un po' perché non volevo darle una delusione, ho accettato. Ho iniziato a leggere e un senso di nostalgia si è impossessato di me, ricordandomi quanto amassi il mondo popolato da shadowhunters, nascosti, demoni, stregoni, fate e tanti, tanti misteri che l'autrice ha creato per noi. La sua scrittura, poi, mi è piaciuta. Non era come me la ricordavo, ma forse il tempo è riuscito a modificare anche quel ricordo. Fatto sta che mi è piaciuto molto di più di quanto mi aspettassi, anche se ( eh si, mi dispiace deluderti ma non è tutto perfetto) , il rapporto tra Clary e Jace non mi ha emozionata come un tempo, mi è sembrato, al contrario, molto più piatto.
In compenso, però, ho conosciuto un nuovo Simon. Un ragazzo dolce, ma tormentato da una realtà che non riesce ad accettare e dal senso di colpa per la relazione che intraprende con due diverse ragazze.

In questo romanzo, infatti, la narrazione non è più quasi completamente dal punto di vista della protagonista; spesso assisteremo anche ai problemi che sembrano non voler lasciare in pace Simon, alle sue nuove conoscenze, alle proposte che gli vengono fatte, e a tutte le sue avventure.
Oserei dire che il libro è narrato per il quarantanove percento dal punto di vista di Clary e l'altro quarantanove percento dal punto di vista del suo migliore amico. E quello che resta? A tutti gli altri personaggi, ovviamente.

Dopo aver scritto come se non esistesse un domani, e dopo averti annoiato a morte con la mia personalissima esperienza con l'intera saga, concludo con il dire che anche il finale di quest'ultimo libro mi è piaciuto e come al solito ora sono curiosissima di sapere quello che succederà. Posso dire con sicurezza che questo è un libro molto carino, che mi sento di consigliare.


Dal libro: Jace non disse nulla. Stava guardando Clary, ed era quel tipo di sguardo, pensò                     Simon – quel tipo di guardo che si fa a qualcuno che hai amato ma che non hai                       mai potuto avere. Immaginò che Jace si sentisse così nei confronti di Clary                               una volta, ma ora?”



Livello sessualità: 

  Voto: 


martedì 16 settembre 2014

Non dirmi che hai paura - Giuseppe Catozzella

Buongiorno, mio amatissimo Visitatore, ti chiedo scusa per l'assenza ma questo è un periodo un po' frenetico dove il tempo per la lettura è quello che è; e dato che probabilmente nei prossimi giorni avrò un momento di respiro da tutto, ho deciso di preparare un po' di recensioni e di pubblicarne una alla settimana. Come sono sicura che avrai notato, infatti, la pubblicazione dei post è stata abbastanza campata per aria, fino ad ora; ma le cose cambieranno. Il giorno di pubblicazione ufficiale di tutte le recensioni sarà il Martedì; per quanto riguarda i tag, le rubriche ecc... mi organizzerò piano piano.
Pazienta ancora un pochino e NeverLand si trasformerà in un'orologio svizzero (o quasi...).
Cominciamo quindi con il nostro primo Martedì letterario parlando di "Non dirmi che hai paura" di Giuseppe Catozzella, candidato al premio strega 2014.



Non dirmi che hai paura



Titolo: Non dirmi che hai paura
Autore: Giuseppe Catozzella
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 236 p.
Prezzo: 12,75 euro

Trama:
Samia è una ragazzina di Mogadiscio. Ha la corsa nel sangue. Ogni giorno divide i suoi sogni con Alì, che è amico del cuore, confidente e primo, appassionato allenatore. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell'irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Gli allenamenti notturni nello stadio deserto, per nascondersi dagli occhi accusatori degli integralisti, e le prime affermazioni la portano, a soli diciassette anni, a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. Arriva ultima, ma diventa un simbolo per le donne musulmane in tutto il mondo. Il suo vero sogno, però, è vincere. L'appuntamento è con le Olimpiadi di Londra del 2012. Ma tutto diventa difficile. Gli integralisti prendono ancora più potere, Samia corre chiusa dentro un burqa ed è costretta a fronteggiare una perdita lacerante, mentre il "fratello di tutta una vita" le cambia l'esistenza per sempre. Rimanere lì, all'improvviso, non ha più senso. Una notte parte, a piedi. Rincorrendo la libertà e il sogno di vincere le Olimpiadi. Sola, intraprende il Viaggio di ottomila chilometri, l'odissea dei migranti dall'Etiopia al Sudan e, attraverso il Sahara, alla Libia, per arrivare via mare in Italia.

Biografia Autore:
Scrittore, giornalista, spesso racconto storie che molti vorrebbero non fossero raccontate. Lavoro da sempre anche sulle storie degli altri, nell'editoria, dove ho cominciato analizzando montagne di romanzi in tre lingue straniere e ho finito col fare l'editor. Le storie. Le storie sono il modo in cui stiamo al mondo. Come il respiro dividono il mondo in prima, adesso e poi. Ho scritto su alcuni giornali tra cui l'Espresso e Sette del Corriere della Sera. Ho pubblicato Espianti (Transeuropa), Alveare (Rizzoli) e Fuego (Feltrinelli). Insieme a Salman Rushdie, Doris Lessing e Colum McCann sono presente sul primo numero italiano di Granta (Rizzoli). Alveare è stato acquistato da Wildside per farci un film. Ho avuto la fortuna di andare a raccontare i miei libri a molti ragazzi e in varie università, tra cui la mitica Columbia University di New York. Il mio prossimo romanzo uscirà entro l'autunno per Feltrinelli.

Recensione:

                                                                                    Oh mio dio, che cosa non è questo libro!
Io l'ho preso in mano un po' per obbligo e, a dire il vero, non credevo che potesse piacermi; le storie che hanno come sfondo la guerra, l'odio e la brutalità delle persone che sono costrette a vivere in situazioni difficili, non sono mai stati il mio genere. Non dico che questo tipo di libri non possano essere belli, anzi, semplicemente non sono un tipo a cui piace molto deprimersi e piangere per dei libri o dei film. Nella vita le cose brutte accadono, non è possibile evitarle e tutto quello che si può fare è cercare di affrontarle al meglio e poi andare avanti, ma perché rendere triste qualcosa di così bello come la lettura di un libro? Oppure la visione di un film?


Ho fato un'eccezione a questa mia "regola" solamente per i romanzi di Jhon Green, la cui scrittura amo alla follia, e del quale leggerei perfino la lista della spesa, fino ad un paio di giorni fa, quando ho cominciato a leggere "Non dirmi che hai paura".

Questo romanzo è un bellissimo disegno, composto da colori cupi e sgargianti che lottano per avere l'attenzione del lettore e che allo stesso tempo si uniscono in modo perfetto, senza sbavature o combinazioni antiestetiche. Un sentimento di amore e odio mi lega irrimediabilmente e saldamente a questo libro. Mi è entrato nel cuore e penso che difficilmente ne uscirà mai. E la cosa che più mi ha intrigata è che è stato tratto da una storia vera; qualcuno ha davvero vissuto tutto questo, ha sofferto, ha amato, ha gioito, ha odiato, ha imparato a lottare per il suo sogno, per dimostrare di essere un combattente, qualcuno che ha osato e che a volte ha vinto e altre perso, e anche io, caro V, ti posso assicurare, di aver sperimentato tutto questo grazie a Giuseppe Catozzella.

La storia è narrata in prima persona, dal punto di vista di Samia, che vedremo crescere, maturare, compiere le sue scelte, perdere chi ama, trovare amici e ritrovare poi qualcuno diverso da come se lo ricordava, ma sopratutto, la vedremo lottare con le unghie e con i denti per realizzare il suo sogno: diventare un'atleta professionista e partecipare alle Olimpiadi.
Sarà un viaggio pieno di ostacoli, il suo, che ha come sfondo una guerra sanguinosa che non accenna a sparire e che, anzi, si ingigantisce sempre di più ogni giorno che passa. E' incredibile pensare come anche solo una cosa banale come andare a fare una passeggiata solitaria, oppure fare un bagno nel mare è diventato impossibile,  a causa di tutta la violenza che sembra regnare nella terra di Samia.

Se dovessi descrivere questo romanzo in una sola parola sarebbe: commovente perché non mi sono mai commossa così tanto per un libro; infatti mi venivano le lacrime agli occhi non solo quando succedeva qualcosa di brutto, ma anche quando la protagonista otteneva le prime vittorie, i primi riconoscimenti e quando, per la prima volta, ha capito di poter diventare un simbolo di libertà e di speranza per un paese che ormai vedeva solamente il brutto, la disperazione e la paura.

Se potessi dare un voto più alto a questo libro, credimi V, lo farei, ma purtroppo il massimo è cinque stelline su cinque. Certo è che questo cinque non è come tutti gli altri, perché in realtà sta ad indicare 1234 stelline e anche di più.

Voto: 
Livello sessualità: 

Dal libro: Non devi mai dire che hai paura, piccola Samia. Mai. Altrimenti le cose di cui hai paura si credono grandi e pensano di poterti distruggere.

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E tu? Hai già letto questo libro? Se si, che cosa ne pensi? E se no, ti sembra che possa piacerti??

martedì 9 settembre 2014

Taylor Swift book tag

Buon Martedì, mio carissimo Visitatore,
oggi ti scrivo per proporti un nuovo, bellissimo tag che mi è stato consigliato dalla gentilissima Nora Angelini del blog di Honey there are never enough books .
E' il primo in assoluto a cui partecipo quindi sono un po' emozionata, ma cercherò di ridurre il tremolio delle mani al minimo per consentirti di capire, almeno in generale, quello che scriverò!
Ok, il tag di cui parlo è...il Taylor Swift book tag!




1. We Are Never Ever Getting Back Together - prendi un libro o una serie di cui eri sicura    di essere innamorata, ma con cui dopo volevi farla finita.
    Ecco, partiamo subito con una domanda che mi mette un po' in crisi. Non ho mai        cominciato una saga pensando di amarla e poi, piano piano, arrivando a detestarla; ho però cominciato una serie che, da subito mi  era piaciucchiata e che poi con il passare del tempo è diventata un po'... monotona, noiosa.
La saga in questione è "I diari della mezzanotte"


3.
The Best Day - prendi un libro che ti faccia sentire nostalgico/a
    Il libro che più di tutti mi fa sentire un po' nostalgica è, in realtà, anche il mio libro preferito. A dire la verità sarebbe una trilogia ma dato che io l'ho letta nell'edizione che racchiude tutti e tre i libri insieme, li ho sempre considerati come un'unico, meraviglioso romanzo.
Sto parlando di "Queste oscure materie" 


4.
Love Story - prendi un libro che parli di amore proibito
Beh, chiedo umilmente perdono ma non posso fare a meno di citarne tre, di libri.
"Shadowhunters - città di ossa"
"Shadowhunters - città di cenere"
"Shadowhunters - città di vetro"
    


5.
I Knew You Were Trouble - prendi un romanzo con un personaggio cattivo che non puoi far altro che amare.
Ho pensato molto a come rispondere a questa domanda ma sono arrivata alla conclusione che un cattivo così affascinante da stregarmi non l'ho ancora incontrato.



6.
Innocent prendi un libro di cui qualcuno ti ha rovinato il finale
Di solito prima di leggere un libro che mi ispira molto incappo sempre in qualche spoilers ma quello più importante, che mi è capitato di sentire, riguarda il libro "Allegiant".




7. Everything Has Changed - prendi un personaggio di un libro che attraversa un esteso sviluppo caratteriale
Cinder, protagonista della saga delle cronache lunari, che, se inizialmente cerca di scappare da una realtà dei fatti poco piacevole, alla fine capisce di dover affrontare la situazione e prendersi le sue responsabilità!



8.
You Belong With Me - prendi il libro di cui hai atteso di più l'uscita

L'estate scorsa io ero completamente ossessionata dall'uscita della saga di Starcrossed.
Mi sembrava una storia nuova, intrigante e molto apprezzata da qualche lettrice, quindi ogni giorno andavo in cerca di citazioni e di recensioni; il giorno in cui ce l'ho realmente avuto tra le mani mi sembrava un sogno!




9. Forever and Always - prendi la tua coppia preferita contenuta in un romanzo
La mia coppia preferita? Difficile, difficile, ma ci provo comunque.
Una coppia che mi sta particolarmente a cuore è quella di Gideon e Gwen in "Blue", secondo romanzo della trilogia delle gemme.




10.
Come Back, Be Here - prendi il libro che vorresti prestare il meno possibile, per paura che ti manchi troppo


Io, in generale, non amo molto prestare i libri perché ho sempre paura che per sbaglio si possano macchiare, piegare o, più semplicemente, rovinare (lo so, sono una vera maniaca quando si tratta di libri). Il romanzo che meno di tutti vorrei prestare, tuttavia, è "Queste oscure materie" già nominato qui sopra.





Bonus questions:

11.
Teardrops On My Guitar - prendi un libro che ti ha fatto piangere tanto



E' difficile che io pianga per un libro, anche perché di solito tendo ad evitare le storie strappalacrime, ma "colpa delle stelle" è stato sicuramente l'eccezione che conferma la regola!





2. Red - prendi un libro dalla cover rossa.

 Io scelgo..."La storia infinita"

Ok, direi che è ora di taggare qualcuno:


Sophie - Laumes' Journey

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Ok, il tag è concluso e mi ha divertita molto scriverlo :)
E tu? come avresti risposto alle domande?




domenica 7 settembre 2014

Vision - Angela C. Ryan

 Buongiorno carissimo Visitatore,
e benvenuto/ bentornato nel mio angolino nello siber-spazio!
Prima di parlarti di un libro che mi è piaciuto davvero molto, vorrei condividere con te una novità:
dopo molta, molta indecisione ( uscita da chissà dove) un paio di giorni fa mi sono decisa a creare una pagina facebook dedicata al blog, in modo che, suppongo, per qualcuno possa essere più facile contattarmi oppure essere aggiornato sugli ultimi post; se tu sei una di queste persone, caro V, allora non devi far altro che cliccare sul logo del social sulla destra del blog!

Ok, ora possiamo passare a parlare di “Vision”, il seguito di “Hunted”, libro che mi aveva particolarmente colpita e di cui avevamo già parlato qui

Vision 



Titolo: Vision
Autore: Angela C. Ryan
Pagine: 282 p.
Prezzo: 2,90 euro


Biografia dell'autrice: 
Angela C. Ryan è una sognatrice. E l’unico modo che conosce per far vivere i suoi sogni è quello di imprimerli su un foglio bianco. Non necessariamente un foglio, va benissimo anche un tovagliolo al bar, un post it, il retro di una bolletta. Qualsiasi cosa le permetta di scrivere, le è gradita. Nella sua fantasia, vive in un posto simile all’isola che non c’è, in un castello circondato da ampie vallate abitate da fate, folletti e ogni sorta di creatura magica. E qualche supereroe. Nella realtà vive in un piccolo paesino, di fronte a una collinetta che le regala stupendi scorci, con il marito e il suo Siberian Husky, Zeus. Hunted è il suo secondo romanzo da solista. Ha già pubblicato Biscotti alla Vaniglia, e con Patrisha Mar, sua amica e collega, ha pubblicato, con lo pseudonimo di Katherine Keller, Black Shadow e Crimson Shadow, i primi due capitoli di una saga paranormal romance che prende il nome di The Shadows Saga. 


Recensione:
Dopo aver finito di leggere “Hunted” non ce l'ho proprio fatta a resistere, giuro che ci ho provato, ma io dovevo sapere che cosa sarebbe accaduto ai protagonisti di questa bellissima storia!
Lo so, quando si tratta di libri mi trasformo in una pazza squilibrata che non è in grado di darsi un contegno, ma che ci posso fare? La mia storia d'amore con il mondo fantasy è nato qualche hanno fa , e non si può certo essere razionali in amore. Così, appena ne ho avuto l'occasione mi sono fiondata sul secondo volume della saga come se fosse un ricco buffet e io una poveretta che non vedeva cibo da un mese intero, e ho cominciato ad assaporarlo, pagina per pagina, fino ad averlo divorato tutto senza essermene resa conto.

La storia riprende da dove l'avevamo lasciata, e il libro comincia, perciò, con un tristezza abbastanza intensa da colpirti al cuore. L'avventura, nonostante la situazione poco felice, non si arresta nemmeno per un attimo e, infatti Abby, la nostra logorroica protagonista, si ritroverà a doversi abituare ad una realtà in cui è stata catapultata senza alcun preavviso, e a dover affrontare l'evoluzione che avrà il suo rapporto con Kaven, l'alieno per cui da tempo ha una cotta.


Ma non sarà solo la loro relazione ad evolvere in questo romanzo; assisteremo, infatti, a molti cambiamenti: La guerra che gli ibridi stanno combattendo contro gli alieni si fa sempre più pericolosa e vedremo, perciò, i personaggi principali spostarsi in continuazione, per tenere al sicuro Abby; l'odio tra Dakota e Jay si trasformerà in qualcosa che, piano piano, riuscirà a far maturare entrambi; Abby si avvicinerà a quello che ha appena scoperto essere il suo padre biologico, Samuel, capo dei ribelli Ibridi; senza contare, poi, che la nostra protagonista dovrà gestire il suo nuovo potere: la preveggenza, che spesso la metterà in situazioni difficili e pericolose, ma che la salverà in alcune occasioni.

Insomma, in poche centinaia di pagine, Angela Ryan ci fa assistere a un colpo di scena dopo l'altro, rendendo la lettura sempre più veloce e intrigante e trasformando la storia, che la sua mente ha creato per noi, in una vera e propria droga. 

Il libro tiene con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina, e non è un caso, infatti, che alla fine della lettura io mi sia ritrovata con le unghie tutte mangiucchiate, segno della mia incontenibile ansia. Per tutto il romanzo mille domande mi hanno assillato, ma una più di tutte: "la visione di Abby si avvererà?". L'autrice si è concentrata molto sulla paura e il dolore, che la visione descritta alla fine del primo libro, ha causato alla nostra protagonista, e trovo che sia stata una mossa molto intelligente dato che l'ansia mi ha impedito di staccarmi da questo romanzo fino alla fine.

Per concludere, caro V, se ti fidi almeno un pochino di me allora leggi al più presto questa serie, perché non sono certa che non te ne pentirai!


Dal libro: ll mio nome è Abby Allen e sono un Ibrido. Mi rendo conto che la maggior parte di voi non ha bene idea di cosa sia un Ibrido. Qualche tempo fa non avrei saputo dirvelo nemmeno io. A pensarci bene non saprei farlo nemmeno adesso. So solo che si tratta di un incrocio fra due specie con caratteristiche affini eppure differenti. Pensate a un cane e un gatto insieme: ne verrebbe fuori un catto o un gane. Oppure pensate a un incrocio – molto sfortunato – tra un ippopotamo e un cavallo: salterebbe fuori un ippovallo, una razza animale piuttosto complicata, soprattutto nell’aspetto. Ecco, io sono un ippovallo, anche se non bruco l’erba e non mi rotolo nel fango, e sono decisamente meno puzzolente, il che gioca a favore dei miei rapporti sociali, e, a proposito di questo… No! Non parlerò ora delle mie sventurate vicende amorose, quelle meritano uno spazio a parte. Intanto proverò a spiegarvi come sono andate le cose fino a qui e proverò a farlo nel più breve tempo possibile, anche se, chi mi conosce, sa bene che non ho il dono della sintesi.

Livello sessualità:
         Voto: